L’arrivo di un cucciolo in famiglia porta gioia e novità, ma anche una sfida che mette alla prova la pazienza di ogni proprietario: insegnargli a sporcare fuori casa. Molti sognano di raggiungere questo obiettivo in tempi record per evitare di dover tappezzare il pavimento di traversine. In questo articolo, vedremo come trasformare questo percorso in un successo seguendo metodi gentili e strategie basate sulla fisiologia del cane.
1. La regola d’oro: niente punizioni
La prima cosa da capire è che le punizioni sono assolutamente inutili e deleterie. Fino ai 4 mesi circa, il cucciolo non ha il controllo fisico degli sfinteri (vescica e sfintere anale); semplicemente, non è capace di trattenersi. Sgridare il cane o, peggio, usare metodi arcaici come “mettere il muso nella pipì”, può causare gravi danni psicologici. Il rischio è che il cane associ il momento dei bisogni alla paura, iniziando a nascondersi in casa per farli o arrivando a mangiarli per eliminare le “prove” del misfatto.
2. Prevedere per prevenire: I momenti chiave
Il segreto del successo non è una magia, ma la previsione. Esistono dei momenti precisi della giornata in cui è quasi “matematico” che il cucciolo debba sporcare:
- Appena si sveglia: la prima pipì del mattino è la più urgente. Il consiglio è di avere l’occorrente per uscire pronto sul comodino, prendere il cucciolo in braccio e portarlo subito fuori.
- Dopo aver mangiato o bevuto: a causa del riflesso gastro-colico, il cane sentirà lo stimolo poco dopo il pasto.
- Dopo il gioco o l’attività fisica: il movimento stimola l’evacuazione.
- Dopo un impegno mentale: anche una sessione di esercizi o di concentrazione può aumentare la necessità di uscire.
Nelle prime fasi, è ideale portare fuori il cucciolo ogni due ore durante il giorno.
3. Creare un senso di sicurezza
Per un cane, sporcare è un momento di vulnerabilità. Se il cucciolo si sente insicuro a causa di rumori, traffico o troppi stimoli, preferirà trattenersi fuori per poi liberarsi non appena rientra nel luogo che considera “sicuro”: la vostra casa. Per aiutarlo, scegliete un luogo tranquillo, appartato e protetto (come un cespuglio o una zona poco frequentata) e rimanete calmi al suo fianco per farlo sentire al sicuro. Un trucco fondamentale è non rientrare finché non ha fatto nulla: se uscite e rientrate subito senza successo, è molto probabile che il cane la faccia in casa un minuto dopo.
4. Il rinforzo positivo e il comando vocale
Quando il cane finalmente sporca nel posto giusto, deve sentirsi un “campione”. Premiatelo immediatamente con coccole, lodi entusiaste e un premio in cibo di valore. Un consiglio extra molto utile è associare una parola specifica (come “pipì” o “pupù”) mentre il cane sta agendo. Con il tempo, il cane assocerà la parola al comportamento e potrete chiederglielo “su richiesta”, facilitando le uscite veloci, ad esempio quando piove.
5. Perché evitare le traversine?
Sebbene sembrino comode, le traversine sono spesso sconsigliate dagli addestratori perché allungano i tempi di apprendimento. Insegnare al cane a sporcare su un tappetino morbido in casa gli dà l’autorizzazione a sporcare dentro e crea un passaggio educativo in più del tutto inutile. È meglio puntare subito sull’esterno per non creare confusione nella mente del cane.
6. Cosa fare se sporca in casa?
Se l’incidente capita (e capiterà), mantenete la calma. Se lo cogliete sul fatto, potete interromperlo con un rumore secco (come un battito di mani) e portarlo pacatamente fuori. Quando pulite, assicuratevi che il cane non vi veda. Vedervi chinati a terra potrebbe essere interpretato come un invito al gioco. Utilizzate acqua e aceto bianco invece della candeggina: l’aceto elimina gli odori ed è un dissuadente naturale che non irrita l’animale.
In sintesi: rimboccatevi le maniche, armatevi di pazienza e seguite una routine costante. I risultati non tarderanno ad arrivare!
